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Attività fisica e invecchiamento: cosa dice la scienza

Ringiovanisci con l’allenamento X oppure allenati col metodo Y, e frena l’invecchiamento. Di sicuro hai visto i titoli sui giornali che di tanto in tanto esclamano qualche metodo sensazionale per mantenersi giovani.

Cosa c’è di realmente vero? Un sano scetticismo verso i vari metodi miracolosi non guasta mai, e certo, sembra troppo bello per essere vero che si possa frenare l’invecchiamento, o addirittura ringiovanire di cinque o dieci anni con un po’ di movimento fisico, no?

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Invece questa tesi viene, frequentemente, confermata dalle ricerche scientifiche.

Soprattutto gli studi eseguiti negli ultimi anni dimostrano che l’attività fisica, non solo fa bene alla salute, ma giova anche alla longevità. Inoltre emerge sempre più come il movimento fisico funga da protezione per i vari organi del corpo. L’effetto è, a dir poco, stupefacente. È possibile frenare e addirittura invertire la marcia a tante delle cose che associamo all’invecchiamento: basta muoversi. Se esiste qualcosa che merita la nomina di “elisir della gioventù”, è proprio l’attività fisica.

 

NON SONO GLI ANNI A DECIDERE L'ETA'

Per capire l’effetto dell’attività fisica sull’invecchiamento, bisogna prima capire cos’è esattamente l’invecchiamento. Nel contesto medico non è ancora del tutto definito.

Da un certo punto di vista è un graduale cambiamento che pian piano riduce le funzionalità del cervello, del cuore, delle difese immunitarie e dei muscoli, man mano che passano gli anni. Comunque, non è soltanto il numero di compleanni a decidere lo stato del tuo cuore o dei tuoi reni.

Ricerche recenti mettono in evidenza che i cambiamenti degli organi in gran parte dipendono dal fatto che, quando l’età avanza, si cambia stile di vita. Si diventa più comodi, ci si muove meno, si assume un’alimentazione sbagliata e magari si conduce una vita meno salutare in generale.

Ci chiediamo: l’invecchiamento in quale percentuale dipende dal trascorrere del tempo e quanto dallo stile di vita che si conduce?

In poche parole possiamo dire che l’invecchiamento muscolare dipende per il 50-60% dalla riduzione dell’attività fisica, insieme ad altri fattori riguardanti lo stile di vita. Il resto dipende dal tempo.

Dunque, se più della metà del fenomeno dell’invecchiamento dipende dal cambiamento dello stile di vita, allora essere più attivi, come da giovani, dovrebbe poter frenare l’invecchiamento, giusto? La risposta è sí!

I risultati delle ricerche mettono in luce proprio questo. Con il movimento fisico puoi ridurre del 50% la velocità con cui l’invecchiamento avanza.

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LE CENTRALI D'ENERGIA

Gli organi del corpo si deteriorano esattamente come le componenti vitali di una macchina che ha percorso centinaia di migliaia di chilometri, e fin qui sembra logico. La differenza tra i due è che più il nostro corpo viene usato, più trae beneficio. Il corpo umano è composto da più di 100.000 miliardi di cellule.

I motori delle cellule sono i mitocondri, paragonabili a centrali che producono energia.
I mitocondri sono affascinanti, hanno un loro DNA che ereditiamo dalla nostra mamma.

Esiste una teoria, ancora da verificare, che dice che all’inizio dei tempi erano dei batteri che durante l’evoluzione si sono incorporati nelle cellule. I mitocondri sono presenti in ogni singola cellula, da poche decine a migliaia, a seconda di quanta energia serve. In sostanza, di mitocondri vogliamo averne tanti, e produttivi, per fare funzionare le cellule al meglio.

I mitocondri hanno vita breve, e dopo solo un paio di mesi vengono eliminati e rimpiazzati. Questo processo va avanti in continuazione per mantenere un numero costante di mitocondri.

La quantità massima si raggiunge tra i 20 e i 25 anni, dopodiché comincia a diminuire lentamente.

La conclusione che le persone anziane hanno un numero inferiore di mitocondri, che oltretutto funzionano un po’ così così.
La conseguenza è che la funzionalità delle cellule muscolari, così come le cellule del cuore e del cervello, non sono più al massimo. La riduzione della quantità, e della qualità, dei mitocondri è una delle spiegazioni dell’invecchiamento.

 

VIVERE PIU' A LUNGO, E IN SALUTE

Ecco dove entra in scena l’allenamento: fare attività fisica di tutti i tipi si è dimostrato il metodo migliore per la formazione di nuovi mitocondri, e non solo per quanto riguarda le cellule muscolari.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Harvard hanno studiato dei topolini che sono stati manipolati geneticamente per impedire che le loro cellule fossero in grado di riparare i danni provocati nei mitocondri, con la conseguenza che sia le cellule che i mitocondri non hanno funzionato a dovere.

I topolini in questione sono invecchiati molto più rapidamente del solito, avendo
i muscoli atrofizzati già a 8 mesi, età che corrisponde a 60 anni per un essere umano. I loro cervelli si erano ristretti, il pelo era diventato grigio e la voglia di socializzare e stare in compagnia era sparita.

L’istinto sessuale si era completamente fermato, e alcuni non si muovevano quasi più. Praticamente sono invecchiati anzi-tempo, finendo per morire a un anno di età, ossia molto prima del normale.

L’equipe di ricercatori prese un gruppo di questi topolini, di età tra i 3 e gli 8 mesi, e li fece correre nella ruota per 45 minuti, tre volte alla settimana. Per un essere all’età tra i 3 e gli 8 mesi.

Per un essere umano sarebbe come fare 10 chilometri di corsa tre volte alla settimana in un’età compresa tra i 20 e i 50 anni, quindi un programma d’allenamento di tutto rispetto.

La fatica dei topolini fu abbondantemente ripagata. L’allenamento fatto con regolarità si dimostrò essere una cura miracolosa contro la disfunzione genetica con la quale erano nati. I muscoli non si atrofizzavano, il cervello non si ristringeva, il pelo restava intatto e il cuore era in gran forma.

Generalmente la loro salute era di gran lunga migliore di quella dei loro compagni con cellule mutate che non avevano fatto attività fisica.

Erano sempre attivi e socializzavano volentieri con altri topolini, e non avevano perso l’interesse per il sesso. Non erano invecchiati anzitempo come i loro compa- gni, che non avevano fatto attività fisica.

Mentre gli altri topolini della stessa età si trascinavano in giro con il pelo grigio, cuori deboli e cervelli ristretti, i topolini allenati erano ancora vispi ed attivi. Avevano in tutto lo stesso aspetto dei topolini della stessa età senza mutazione genetica. Pare che fossero riusciti a frenare l’invecchia- mento precoce a cui andavano incontro. Entro un anno i topolini manipolati e fisicamente passivi erano già morti, mentre i loro compagni allenati andavano ancora in giro in forma smagliante per la loro età nonostante la manipolazione genetica.

Ci fu molto stupore davanti a questo risultato. Come era possibile che i topolini che correvano nella ruota frenassero così l’invecchiamento?
Da esami più approfonditi emerse che questi avevano più mitocondri nelle cellule, e non solo nelle cellule muscolari ma anche nelle cellule del cuore e del cervello. Il fatto che correre potesse effettivamente evitare che i muscoli delle gambe si atrofizzassero può sembrare logico dal momento che erano questi i diretti interessati, ma quel che stupisce è che tutti gli organi avessero gli stessi benefici, cioè una totale inversione di rotta dell’invecchiamento.

Come avvenga esattamente questo processo non è del tutto chiaro, ma nell’attesa che la ricerca vada avanti ci possiamo accontentare abbondantemente di sapere che avviene.

 

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